Misura comparativa del guadagno di un'antenna in campo aperto mediante risposta impulsiva e misura differenziale del percorso elettrico TAE/MIMO
Figura 1 – Configurazione sperimentale della misura comparativa del guadagno in campo lontano.
La metodologia descritta deriva dalla precedente campagna sperimentale condotta nel 2019 e viene qui ripresa e ulteriormente sviluppata mediante una diversa configurazione strumentale e un sistema di sincronizzazione più rigoroso. L'obiettivo è realizzare una misura comparativa del guadagno di un'antenna in campo aperto, basata sul confronto tra un'antenna di riferimento e un'antenna sotto test (DUT), operanti in condizioni di campo lontano.
L'approccio nasce dalla necessità di controllare separatamente due aspetti distinti che possono influenzare il risultato della misura. Il primo è rappresentato dai contributi dovuti alla propagazione multipath, che possono alterare il livello del segnale ricevuto e che vengono verificati mediante l'analisi della risposta impulsiva; il secondo riguarda la possibile differenza tra la distanza geometrica dei punti di installazione e il percorso elettrico equivalente associato alle antenne confrontate, che viene caratterizzato attraverso la misura differenziale TAE/MIMO. Quest'ultima differenza può introdurre una variazione del percorso di propagazione che, se non viene caratterizzata, può essere erroneamente attribuita alla differenza di guadagno tra l'antenna di riferimento e la DUT.
L'idea alla base della metodologia è stata quella di sfruttare i segnali modulati LTE già disponibili nella catena di misura. L'acquisizione sincronizzata di questi segnali e dei relativi campioni I/Q permette infatti di osservare la distribuzione temporale dei contributi ricevuti e di distinguere la componente diretta dagli eventuali contributi riflessi, anche quando questi risultano temporalmente molto vicini tra loro o presentano livelli significativamente differenti.
La procedura viene quindi sviluppata in più fasi tra loro correlate. La configurazione geometrica delle antenne viene inizialmente definita sulla base dei criteri teorici relativi alla frequenza di lavoro, alla distanza di misura e alle dimensioni delle antenne. Tale configurazione non viene tuttavia considerata a priori ottimale dal punto di vista della propagazione: viene sottoposta a verifica sperimentale mediante l'analisi della risposta impulsiva del collegamento.
In questa fase i punti individuati sono stati quindi marcati fisicamente e utilizzati come riferimenti per il posizionamento dei cavalletti nelle successive fasi della sperimentazione. Le posizioni così definite corrispondono a quelle successivamente utilizzate nelle configurazioni rappresentate nelle Figure 4 e 5.
Banco sperimentale per l'analisi temporale del collegamento radio
Figura 2 – Banco sperimentale utilizzato per la generazione del segnale modulato e l'analisi della risposta impulsiva del collegamento radio.
Per analizzare la risposta impulsiva del collegamento e successivamente eseguire la misura TAE/MIMO, cioè la misura differenziale del percorso elettrico tra due antenne, è stato realizzato un banco sperimentale in grado di generare un segnale modulato controllato e ripetibile, utilizzato come sorgente per la caratterizzazione del canale radio.
La catena trasmittente è costituita da uno strumento CellAdvisor dotato di emulatore BBU, da un doppio collegamento CPRI, da due convertitori ottico-radio di tipo passivo e da due amplificatori RF da +20 dBm. La catena trasmette il segnale RF MIMO 2×2 tramite due antenne precedentemente posizionate secondo i criteri sopra descritti.
Sul lato ricevente del banco è stato utilizzato un secondo strumento VIAVI CellAdvisor. Lo strumento acquisisce il segnale irradiato dalla catena trasmittente e consente di analizzare la risposta temporale del collegamento. In questa fase la misura è stata utilizzata per caratterizzare sperimentalmente la configurazione geometrica precedentemente individuata.
Il sistema di misura è stato sincronizzato mediante un riferimento GPS-disciplined HP/Agilent Z3805A, collegato a un'antenna GPS esterna. Il sincronizzatore ha fornito ai due analizzatori VIAVI CellAdvisor un riferimento comune a 10 MHz, collegato agli ingressi REF degli strumenti, e un riferimento temporale 1 PPS, collegato agli ingressi TRIGGER. I collegamenti sono stati realizzati utilizzando cavi di pari lunghezza elettrica, ciascuno collegato alla propria porta dello Z3805A.
In questo modo entrambi gli strumenti hanno operato utilizzando la stessa base di frequenza e lo stesso riferimento temporale derivati dal sistema GPS. Tale configurazione è stata mantenuta durante l'intera campagna sperimentale.
Come già evidenziato nell'introduzione, la precisione e la stabilità della misura del TAE possono essere influenzate dalla qualità della sincronizzazione e dalle condizioni del segnale ricevuto. L'utilizzo di un riferimento comune a 10 MHz e di un segnale 1 PPS condiviso tra gli strumenti può ridurre le differenze di frequenza e di temporizzazione tra i due rami di misura. Anche la simmetria dei percorsi RF, l'impiego di cavi phase-matched e la stabilità della catena di misura contribuiscono a ridurre gli errori sistematici. Un elevato SINR rende inoltre più affidabile l'individuazione dei riferimenti temporali utilizzati dall'algoritmo di stima. In condizioni di segnale degradato o con interferenze, la misura può invece diventare instabile o non essere visualizzata.
Anche la distanza del percorso RF deve essere mantenuta contenuta, indicativamente nell'intervallo tra 10 e 20 m, ricercando un compromesso tra il rispetto della regione di campo lontano e la necessità di mantenere un collegamento radio sufficientemente stabile e affidabile.
L'analisi dei contributi multipath è stata effettuata selezionando una finestra temporale di osservazione della risposta impulsiva derivata dai campioni I/Q. Nella configurazione utilizzata è stata adottata una finestra di ±2 µs. La finestra temporale è stata utilizzata per osservare la distribuzione temporale dei principali contributi del collegamento e non per definire il ritardo TAE utilizzato nella successiva misura differenziale.
Nella configurazione utilizzata, la capacità di analisi della risposta impulsiva ha consentito di osservare contributi multipath prossimi alla componente principale, fino a separazioni temporali dell'ordine di 0,01 µs, con una dinamica di osservazione della scala delle ampiezze di circa 40 dB.
Definizione della configurazione geometrica di partenza
Il comportamento di un collegamento radio in condizioni di spazio libero può essere descritto mediante l'equazione di Friis, che mette in relazione la potenza ricevuta con la potenza trasmessa, i guadagni delle antenne utilizzate e la distanza tra l'antenna trasmittente e quella ricevente.
Pr = Pt Gt Gr (λ/4πd)2
La relazione teorica consente quindi di definire una configurazione geometrica di partenza, compatibile con le condizioni di campo lontano richieste dalla misura. In ambiente aperto, tuttavia, la distanza e l'altezza delle antenne devono essere valutate anche in relazione ai contributi riflessi e alle condizioni reali di propagazione.
In una misura effettuata in campo aperto, infatti, l'altezza delle antenne, la distanza tra i punti di misura e la presenza di ostacoli possono influenzare significativamente il rapporto tra la componente diretta e i contributi riflessi dal terreno e dall'ambiente circostante.
Parametri della configurazione sperimentale
| Parametro | Valore |
| Campagna sperimentale | 2019; ripetizione e ulteriore sviluppo nel 2026 |
| Finalità della prova | Misura comparativa del guadagno di un'antenna |
| Banda di frequenza | 174 MHz |
| Antenna trasmittente | Yagi 4 elementi |
| Antenna di riferimento in ricezione | Dipolo a mezz'onda |
| Antenna sotto test |
Log-periodica autocostruita 140-470 MHz
Dimensione massima circa 200 cm |
| Altezza dal suolo | 3,5 m (≈ 2 λ a 174 MHz) |
| Distanza tra le antenne | 20 m |
Il dipolo a mezz'onda è stato utilizzato come antenna di riferimento, assumendo come riferimento il valore teorico di circa 0 dBd, corrispondente a circa 2,15 dBi rispetto all'antenna isotropica.
Alla frequenza di 174 MHz, la lunghezza d'onda è determinata dalla relazione:
λ = c/f, dove λ è la lunghezza d'onda, c la velocità di propagazione nel vuoto e f la frequenza di lavoro. Nel caso specifico della prova:
λ = (3 × 108) / (174 × 106) ≈ 1,72 m
L'altezza di installazione delle antenne, pari a circa 3,5 m, corrisponde quindi a circa:
h/λ = 3,5 / 1,72 ≈ 2,0
Il valore di circa 2λ è stato assunto come riferimento teorico per definire la configurazione iniziale. Esso non costituisce tuttavia, da solo, una verifica delle condizioni reali di propagazione. La configurazione è stata pertanto sottoposta a verifica sperimentale mediante l'analisi della risposta impulsiva, utilizzata nella fase preliminare per individuare i punti di posizionamento delle antenne.
Configurazione sperimentale della misura in campo lontano
La configurazione geometrica di partenza, definita sulla base dei criteri teorici precedentemente descritti, è stata verificata sperimentalmente mediante l'analisi della risposta impulsiva del collegamento. Sono stati effettuati piccoli spostamenti delle antenne, dell'ordine di alcune decine di centimetri, fino a individuare la posizione nella quale la componente diretta risultava sufficientemente predominante rispetto ai principali contributi multipath.
Come criterio di accettazione è stata richiesta una separazione di almeno 15 dB tra la componente diretta e i principali contributi riflessi osservati. Una volta soddisfatta questa condizione, i punti di installazione sono stati marcati fisicamente e la configurazione geometrica è stata mantenuta invariata nelle successive fasi della sperimentazione. Come esempio viene mostrata nella Figura 3 una risposta dell'impulso entro una finestra temporale più ampia.
Figura 3 – Risposta impulsiva del collegamento radio ottenuta mediante segnale modulato. La misura permette di distinguere la componente diretta dai contributi multipath e di ottimizzare la posizione relativa delle antenne.
La distanza utilizzata nella prova è stata inoltre verificata rispetto al criterio di Fraunhofer:
d ≥ 2D2/λ
dove d è la distanza tra le antenne, D la massima dimensione fisica dell'antenna e λ la lunghezza d'onda.
Considerando per l'antenna sotto test una dimensione massima di circa 2 m, alla frequenza di 174 MHz si ottiene una distanza di Fraunhofer di circa 4,65 m. La distanza utilizzata nella prova, pari a 20 m, risulta pertanto superiore al limite teorico considerato per la condizione di campo lontano.
Perché per ricavare il guadagno la sola distanza geometrica non è sufficiente
Nel confronto tra antenne caratterizzate da geometrie radianti differenti, la coincidenza della distanza geometrica tra i punti di installazione non garantisce necessariamente la completa equivalenza elettrica del collegamento.
In condizioni di campo lontano, il campo irradiato può essere associato, in modo semplificato, a un riferimento elettrico equivalente, comunemente ricondotto al cosiddetto centro di fase. La sua posizione può differire tra antenne con geometrie differenti e può inoltre variare con la frequenza.
Una differenza del riferimento elettrico si manifesta nel sistema di misura come una differenza del ritardo di propagazione. Anche una variazione relativamente piccola del percorso equivalente può quindi produrre una differenza di livello che, se non viene caratterizzata, può essere erroneamente attribuita al guadagno dell'antenna.
Nel corso delle prove, la misura differenziale del TAE ha evidenziato un anticipo temporale della log-periodica rispetto al dipolo di circa 2,33 ns. Assumendo la propagazione nello spazio libero, tale differenza corrisponde a un percorso elettrico equivalente di circa 70 cm. Nella configurazione sperimentale adottata, la log-periodica riceve quindi il segnale in anticipo rispetto al dipolo di riferimento.
Un'osservazione particolarmente interessante è emersa ripetendo la misura a frequenze differenti. Il ritardo differenziale misurato non si è mantenuto costante, ma ha mostrato una variazione progressiva con la frequenza. All'aumentare della frequenza, il riferimento elettrico equivalente individuato mediante il TAE risultava spostarsi progressivamente lungo il boom della log-periodica, seguendo la regione dell'antenna nella quale, alla frequenza di lavoro, si trovava l'elemento attivo. Alle frequenze più elevate considerate, tale riferimento risultava spostarsi fino a raggiungere una posizione prossima alla punta dell'antenna, a circa 1,7 m dall'attacco del palo e quindi dalla posizione del dipolo di riferimento. Alla frequenza di 174 MHz, il valore misurato di circa 2,33 ns corrisponde a una differenza di percorso elettrico equivalente di circa 0,70 m. Riportando questa differenza rispetto al riferimento del dipolo, il riferimento elettrico equivalente ricade nella regione dell'elemento associato alla cella della log-periodica relativa a 174 MHz, in una posizione compresa indicativamente tra 0,85λ e 0,95λ. Questo comportamento ha fornito un'ulteriore indicazione sperimentale del fatto che il riferimento elettrico effettivo dell'antenna non coincide necessariamente con la posizione geometrica utilizzata per il suo supporto. L'andamento osservato alle diverse frequenze risulta inoltre coerente con lo spostamento della regione attiva della log-periodica lungo il boom.
Da questa osservazione nasce la seconda parte della metodologia: invece di cercare di determinare fisicamente la posizione del centro di fase, viene misurata direttamente la differenza di ritardo tra le due configurazioni. Il ritardo differenziale viene quindi interpretato come una differenza di percorso elettrico equivalente e utilizzato per determinare la correzione di livello associata alla diversa distanza di propagazione.
La misura viene eseguita sulla configurazione geometrica già verificata sperimentalmente rispetto al multipath, mantenendone invariata la posizione fisica. Non viene quindi effettuato alcuno spostamento delle antenne per compensare la diversa posizione del riferimento elettrico: la correzione viene ricavata direttamente dalla misura del ritardo differenziale.
Misura del ritardo differenziale mediante misurazione TAE/MIMO
Il punto centrale della procedura è che il parametro TAE non viene utilizzato per stimare indirettamente il percorso attraverso una misura di fase RF, ma per determinare direttamente la differenza temporale tra i due riferimenti R0 e R1 nella configurazione OTA adottata. Il confronto è quindi effettuato tra due percorsi di ricezione distinti che condividono lo stesso riferimento temporale del sistema di misura.
La configurazione è costituita da due percorsi MIMO paralleli e non incrociati: il ramo R0 collega l'antenna TX-R0 all'antenna RX-R0, mentre il ramo R1 collega l'antenna TX-R1 all'antenna RX-R1. Le antenne trasmittenti e riceventi sono disposte frontalmente, con una distanza longitudinale di 20 m tra il piano TX e il piano RX. In entrambi i piani, le posizioni R0 e R1 sono disposte simmetricamente rispetto all'asse centrale del collegamento, a circa λ/2 dall'asse, mantenendo quindi una separazione laterale complessiva di circa λ tra R0 e R1.
Questa disposizione mantiene uguali le distanze geometriche dei due riferimenti dal trasmettitore e rende simmetrica la configurazione rispetto alla direzione principale di propagazione. Per aumentare la separazione è stato necessario posizionare la rete R0 in polarizzazione verticale, opposta a quella della rete R1. Nel caso in cui la misura TAE non risulti stabile o sufficientemente coerente, la separazione tra R0 e R1 può essere ulteriormente aumentata portando il dstanziamento tra i rami fino a circa 2λ.
Come mostra la figura seguente:
Figura 4 –
Disposizione simmetrica delle antenne R0 e R1 rispetto all'asse del collegamento TX–RX per la misura del ritardo differenziale TAE.
L'uguaglianza delle distanze geometriche non implica necessariamente l'uguaglianza dei percorsi elettrici equivalenti associati alle due antenne; è proprio questa eventuale differenza che viene caratterizzata mediante la misura differenziale TAE.
Il parametro TAE costituisce il dato acquisito dallo strumento e rappresenta la differenza temporale osservata tra i due riferimenti R0 e R1 nella configurazione sperimentale adottata.
Un ulteriore parametro da tenere sotto controllo è la potenza ricevuta su ciascun ramo del sistema MIMO. Il confronto dei due livelli fornisce infatti un'indicazione aggiuntiva sulla qualità del collegamento e sulla predominanza della componente diretta. Nella configurazione utilizzata è attesa una differenza tra i due livelli dovuta principalmente al diverso guadagno delle antenne confrontate; il livello ricevuto dalla DUT costituisce inoltre un riferimento utile per il successivo confronto effettuato mediante VNA.
La differenza di livello tra i due rami deve comunque essere mantenuta entro un intervallo compatibile con la corretta elaborazione del segnale da parte del sistema MIMO. Nelle prove effettuate è stato osservato che, quando la differenza tra i due rami si avvicina a 15 dB, la misura può diventare instabile fino alla perdita del sincronismo tra i due canali. Per questo motivo, nella configurazione sperimentale adottata, tale valore è stato assunto come limite operativo da non raggiungere, mantenendo ove possibile una differenza di livello inferiore. Nel caso fosse necessario, la differenza di livello potrebbe essere compensata mediante un attenuatore precedentemente caratterizzato.
Il valore TAE è una misura differenziale riferita alla convenzione adottata dallo strumento. Il sistema consente di selezionare R0 oppure R1 come riferimento della misura, definendo in questo modo il verso con cui viene espresso il ritardo differenziale.
Nella configurazione sperimentale utilizzata, tuttavia, era necessario stabilire anche la corrispondenza tra i riferimenti R0 e R1 dello strumento e i due percorsi fisici della catena MIMO. Questa informazione non può essere dedotta semplicemente dalla posizione delle antenne, poiché sul lato ricevente i due segnali venivano combinati prima dell'ingresso RF dell'analizzatore.
Per determinare sperimentalmente tale corrispondenza è stato quindi utilizzato un adattatore THRU caratterizzato, con un ritardo noto, inserito alternativamente nei due percorsi fisici. La prova è stata eseguita in una fase preliminare, prima della misura OTA, con lo scopo di identificare quale dei due percorsi fisici fosse associato al riferimento R0 e quale al riferimento R1 secondo la convenzione utilizzata dallo strumento.
A titolo di esempio, partendo da un valore TAE di 14,55 ns, è stato inserito nel solo ramo fisico da identificare un adattatore THRU caratterizzato con un ritardo noto di 100 ps. La variazione del valore TAE osservata dopo l'inserimento dell'adattatore è stata utilizzata per stabilire la relazione tra il percorso fisico interessato e il riferimento R0/R1 dello strumento, nonché il verso della differenza temporale adottato dalla misura.
La stessa verifica è stata quindi ripetuta sull'altro percorso fisico. L'insieme delle due prove ha permesso di associare in modo sperimentale ciascun percorso al rispettivo riferimento R0 o R1. Una volta completata l'identificazione, l'adattatore THRU è stato rimosso e i collegamenti sono stati ripristinati nella configurazione utilizzata per la successiva misura OTA.
Il THRU non viene quindi utilizzato nella misura finale del ritardo differenziale tra le antenne, ma esclusivamente come elemento di identificazione e verifica della corrispondenza tra i riferimenti dello strumento e i due percorsi fisici della catena MIMO.
Il valore TAE viene utilizzato insieme agli altri parametri temporali disponibili, come Time Offset e Frequency Error, per controllare la coerenza temporale e la stabilità della misura.
Compensazione della differenza di percorso elettrico
Nel corso della prova, il dipolo di riferimento era collegato al riferimento R0, mentre la log-periodica era collegata al riferimento R1. La misura differenziale TAE ha evidenziato un anticipo temporale della componente ricevuta dalla log-periodica rispetto al dipolo pari a circa 2,33 ns. Poiché il segnale associato a R1 arriva quindi prima di quello associato a R0, la log-periodica presenta, nella configurazione sperimentale considerata, un percorso elettrico equivalente più corto di circa 70 cm rispetto al dipolo.
Assumendo la velocità di propagazione nel vuoto, la differenza di percorso elettrico equivalente può essere ricavata dalla relazione:
Δd = c · Δτ ≈ 299792458 · 2,33 · 10−9 ≈ 0,70 m
La distanza geometrica tra il trasmettitore e i punti di installazione delle due antenne rimane pari a 20 m. La misura TAE indica tuttavia che, nella configurazione sperimentale considerata, il percorso elettrico equivalente associato alla log-periodica è inferiore di circa 0,70 m rispetto a quello del dipolo di riferimento. Ai fini della correzione della propagazione, la log-periodica può quindi essere rappresentata con una distanza equivalente di circa 19,3 m, mentre il dipolo rimane riferito alla distanza nominale di 20 m.
La diversa distanza equivalente comporta una diversa attenuazione di propagazione. Considerando la legge di propagazione in spazio libero, la differenza di livello tra i due percorsi è:
ΔL = 20 · log10(19,3 / 20,0) ≈ −0,31 dB
Il segno negativo indica che il percorso equivalente della log-periodica presenta una perdita di propagazione inferiore rispetto al percorso di 20 m. Di conseguenza, il livello S21 misurato con la log-periodica risulta circa 0,31 dB maggiore rispetto a quello che si avrebbe a parità di antenna con un percorso equivalente di 20 m, per il solo effetto della differenza di percorso.
Per evitare che questo contributo venga erroneamente attribuito al guadagno dell'antenna sotto test, il valore di 0,31 dB viene quindi sottratto al risultato ottenuto dalla misura comparativa della log-periodica. La correzione applicata al guadagno della log-periodica è pertanto:
GDUT,corr = GDUT,mis − 0,31 dB
La correzione non implica quindi alcuno spostamento fisico delle antenne: la geometria della prova rimane invariata e la differenza di percorso viene trattata esclusivamente attraverso il valore di ritardo differenziale misurato dal sistema.
Misura comparativa del guadagno mediante parametro S21
Per l'acquisizione dei dati è stato utilizzato un analizzatore vettoriale, calibrato al piano dei connettori dei cavi coassiali, operante in modalità S21.
Per la calibrazione è stata utilizzata, per praticità, la tecnica Swap Phase Equal Adapters, che consente di compensare le differenze introdotte dagli adattatori utilizzati per la connessione durante la procedura di calibrazione.
La procedura di misura ha previsto inizialmente l'utilizzo dell'antenna di riferimento costituita dal dipolo a mezz'onda, seguito dalla sostituzione con l'antenna sotto test rappresentata dalla log-periodica autocostruita.
La configurazione geometrica utilizzata per la misura comparativa del parametro S21 è illustrata nella figura seguente. La posizione dell'antenna trasmittente e il riferimento geometrico del collegamento vengono mantenuti costanti, mentre l'antenna di riferimento viene successivamente sostituita con la DUT nella posizione prevista dalla procedura di misura.
Figura 5 – Configurazione geometrica utilizzata per la misura comparativa del parametro S21 con l'antenna di riferimento e l'antenna sotto test.
Durante il confronto sono state mantenute costanti tutte le principali condizioni operative del collegamento:
- posizione dell'antenna trasmittente;
- potenza irradiata;
- frequenza di lavoro;
- polarizzazione;
- geometria generale del collegamento.
La misura S21 costituisce quindi la fase finale della caratterizzazione comparativa e consente di quantificare la differenza di livello ricevuto tra l'antenna di riferimento e l'antenna sotto test.
GDUT = GREF + S21DUT − S21REF
dove:
- GDUT è il guadagno dell'antenna sotto test;
- GREF è il guadagno dell'antenna di riferimento;
- S21DUT è il livello misurato con l'antenna sotto test;
- S21REF è il livello misurato con l'antenna di riferimento.
La differenza tra i due livelli S21 rappresenta quindi la differenza di prestazione delle due antenne nelle condizioni sperimentali adottate. Il valore ottenuto costituisce il guadagno misurato della DUT prima della correzione dovuta alla differenza di percorso elettrico caratterizzata mediante la misura TAE.
Il valore finale del guadagno viene quindi ottenuto applicando la correzione di 0,31 dB determinata nella fase precedente:
GDUT,corr = GREF + S21DUT − S21REF − 0,31 dB
Sequenza completa della procedura
La metodologia sperimentale può essere riassunta nelle seguenti fasi:
- Definizione della configurazione iniziale sulla base della frequenza di lavoro, delle dimensioni delle antenne e della condizione di campo lontano.
- Ricerca sperimentale della posizione più favorevole mediante analisi della risposta impulsiva, privilegiando una configurazione nella quale la componente diretta prevalga sui principali contributi multipath.
- Acquisizione del ritardo differenziale TAE tra l'antenna di riferimento e l'antenna sotto test mediante la misura TAE/MIMO.
- Conversione del ritardo differenziale TAE in una differenza di percorso elettrico equivalente e determinazione della relativa correzione di livello mediante la legge di propagazione in spazio libero
- Calibrazione del VNA al piano dei connettori e acquisizione del parametro S21 con l'antenna di riferimento.
- Sostituzione dell'antenna di riferimento con la DUT, mantenendo inalterate le condizioni geometriche e operative della prova.
- Acquisizione del parametro S21 della DUT e determinazione del guadagno relativo rispetto all'antenna di riferimento, applicando successivamente la correzione di 0,31 dB determinata mediante la misura TAE.
Considerazioni finali
La procedura descritta combina tre differenti livelli di analisi: risposta impulsiva, misura del ritardo differenziale mediante TAE/MIMO e confronto del parametro S21.
L'obiettivo non è quindi ottenere un valore assoluto certificato del guadagno, ma migliorare l'affidabilità del confronto tra due antenne riducendo, per quanto possibile, gli effetti introdotti dall'ambiente di propagazione e dalla diversa geometria radiante.
Autore
Sebastiano Coppolella
Campagna di misura, acquisizione dati ed elaborazione tecnica eseguite dall'autore.


Commenti
Posta un commento